PREPARAZIONE FISICA








Per definizione il termine preparazione atletica o fisica, è considerata l’insieme di strategie e tecniche per migliorare la performance sportiva mediante l’attuazione di sistemi allenanti al fine di migliorare le capacità condizionali e coordinative.

In qualsiasi tipo disciplina sportiva, la preparazione atletica prevede l’esecuzione di esercizi fisici “generali” che interessano grandi masse muscolari e utilizzano muscoli anche diversi da quelli dominanti nella disciplina sportiva, di esercizi “specifici”, cioè esercizi che interessano con un gesto allenante differente muscoli coincidenti con quelli interessati dal gesto atletico, e infine esercizi “speciali”, ovvero esercizi che consistono nell’esecuzione di gesti identici alle attività di competizione.

Per preparazione si intende quindi il condizionamento fisico, muscolare e cardiorespiratorio, che mette uno sportivo nelle condizioni fisiologiche ottimali per poter affrontare una pratica sportiva con la massima efficienza possibile. E' quindi fondamentale per l'atleta agonista ma ciò non significa che anche l'amatore non possa svolgere questo tipo di attività. I mezzi e le metodologie che vengono adottati per la preparazione atletica variano per ogni disciplina sportiva, ma il loro scopo è generalmente quello di migliorare la forza, la velocità, la resistenza, l'equilibrio, la coordinazione.

si parla di preparazione atletica (o fisica), quando vi è un aumento della capacità di lavoro dell'individuo, in vista di un determinata attività fisica.

Ma cosa intendiamo per lavoro? In fisica il lavoro è il prodotto di una forza per uno spostamento (L=F*S). Avvicinandoci al mondo sportivo possiamo dire che il lavoro è lo spostamento di un carico lungo una distanza. Il carico ovviamente può essere interno, come il nostro corpo o parti di esso, o esterno, quando un qualsiasi oggetto viene movimentato, e le distanze posso essere le più variabili dipanandosi o intersecando i tre piani di movimento.

Nello specifico, spostandoci dal discorso della fisica teorica a quello antropologico, si ha un aumento del lavoro rispetto ad una condizione precedente quando si ottiene un incremento in alcune caratteristiche, che si definiscono come capacità motorie, e che possiamo organizzare in un prerequisito ed in due macro aree: il prerequisito è la mobilità articolare, mentre le due macro aree sono le capacità coordinative e le

capacità condizionali (organico muscolari).

Prima di esporre e analizzare questi aspetti, non possiamo non rimarcare il fatto che la programmazione e la pianificazione dell’allenamento non possono modificare gli aspetti genetici, che rappresentano il bagaglio immodificabile dell'atleta e non possono variare. Basti pensare ad esempio all'altezza, alla densità ossea, al tipo di fibre muscolari, alla velocità di contrazione muscolare, o ancora agli aspetti mentali più o meno sviluppati, tutte caratteristiche che molte volte rappresentano i talenti determinanti il migliore o peggiore adattamento ad uno sport.


Le capacità motorie

 

La mobilità articolare rappresenta la capacità e la qualità che permette di eseguire movimenti di grande ampiezza di una o più articolazioni. Essa quindi rappresenta un presupposto basilare per l'esecuzione di un qualsiasi movimento. Quindi, soprattutto nei casi di una grave carenza in questo settore, è necessario perlomeno raggiungere un livello base prima di concentrarsi sul resto.

Le capacità coordinative sono intese come quelle che regolano l'organizzazione, la modulazione ed il controllo del movimento.

Esse si dividono in:


Generali:

  •      Apprendimento motorio
  •      Controllo e direzione del movimento
  •      Adattamento e trasformazione del movimento


Speciali:

  •     Accoppiamento e combinazione di abilità motorie
  •     Differenziazione cinestetica del movimento
  •     Orientamento
  •     Equilibrio
  •     Ritmo
  •     Reazione
  •     Trasformazione
  •     Anticipazione


Esse sono per loro natura profondamente legate all'aspetto "mentale" del movimento, ossia ai profondi rapporti di interdipendenza che si creano tra il cervello ed il corpo, non a caso si parla di sistema neuromuscolare.

Il periodo di maggiore sviluppo delle caratteristiche coordinative si colloca nell'età giovanile dell'individuo, ed è quindi doveroso, soprattutto nell'allenamento di bambini e giovani, concedere molto spazio allo sviluppo di questo aspetti. Soprattutto negli sport da combattimento in cui, essendo sport di situazione di contrapposizione con di fronte un avversario, la sinergia tra cervello e fisico risulta determinante.

Le capacità organico muscolari sono influenzate fortemente dalla trasformazione delle energie disponibili nel corpo umano. Sono quindi legate ai tre meccanismi energetici del corpo umano, ossia anaerobico alattacido, anaerobico lattacido e aerobico.

Le tre capacità basilari sono la:

  •     Forza
  •     Velocità/reattività
  •     Resistenza

Dall'unione di queste discendono le altre, ossia la potenza, la resistenza alla forza, la resistenza alla potenza, e la resistenza alla reattività.

Delle tre variabili di base, la reattività è quella che dipende meno dai meccanismi energetici e molto dai fattori neurali. Per questo motivo viene considerata una capacità ibrida.

Le abilità non sono equipollenti, ossia non hanno lo stesso valore di trasferimento tra di loro. Ciò significa che un aumento di livello in un aspetto, non necessariamente si ripercuote sulle altre. Tra di loro sono organizzate anzi in maniera gerarchica, dove ciò che sta in ad alto influisce ciò che sta in basso ma non viceversa. Quindi, ad esempio, il miglioramento della forza influenzerà le altre capacità, mentre, al contrario, un miglioramento della resistenza pura influenzerà in misura molto minore le altre.


Forza

Rapidità

Potenza

Resistenza alla Forza

Resistenza alla Rapidità

Resistenza alla Potenza

Resistenza