RIEDUCAZIONE MOTORIA IN FASE POST-ACUTA O CRONICA STABILE



La rieducazione motoria in un contesto extra sanitario si pone come obiettivo il mantenimento della funzionalità dell'apparato locomotore raggiunta alla fine di un percorso riabilitativo sanitario. Va inoltre a ricercare la prevenzione di eventuali fattori di rischio, evitando il degrado del livello di recupero raggiunto. Rientrano in questo campo protocolli di esercizio di ricondizionamento generale come anche i programmi di contrasto all’osteoporosi, alla rigidità, alle problematiche di deambulazione che derivino anche da una diminuzione del tono-trofismo degli arti inferiori o da retrazioni muscolari.



Il raggiungimento di questi target passa attraverso una pratica costante di programmi di esercizi mirati e personalizzati, la cui frequenza settimanale, durata e intensità vengono stabilite caso per caso. Anche le capacità o le qualità dell'apparato locomotore interessate variano a seconda dell'occorrenza e possono interessare il tono e/o il trofismo muscolare, l'elasticità, la mobilità articolare, la funzionalità ecc. I programmi individuali prevedono esercizi svolti a corpo libero, l'utilizzo di macchinari isotonici, di tapis roulant, cyclette, cicloergometri e piccoli attrezzi.

In fase acuta non si può ancora accedere a questi programmi; solo in fase post-acuta o in condizioni di cronicità stabile è possibile intraprendere l'attività motoria non sanitaria, quando è assente cioè una sintomatologia dolorosa e il soggetto è in grado di agire attivamente, pur necessitando di un eventuale ausilio o supporto al movimento.

E' un'attività rientra nel percorso rieducativo come naturale proseguimento della terapia fisioterapica, spesso interrotta una volta che il paziente viene dimesso dalla struttura riabilitativa.