DIABETE


RADDOPPIATE IN 30 ANNI LE PERSONE CON DIABETE

Dal 1980 a oggi il numero degli adulti con diabete nel mondo è più che raddoppiato, passando da 153 a 347 milioni di persone.
Lo rivela uno studio finanziato dall'
Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Fondazione Gates, pubblicato su Lancet, che rivede i dati forniti da uno studio del 2009. Avrebbero delle alterazioni della glicemia quasi il 10% dei maschi e poco più del 9% delle donne adulte. Secondo i ricercatori, per il 70% l'aumento dei casi di diabete è imputabile all'invecchiamento della popolazione e per il 30% deriva dalla conseguenza di scorretti stili di vita.
Negli Stati Uniti, in trent'anni, i livelli di glucosio nel sangue sono saliti più del doppio rispetto ai Paesi dell'Europa occidentale. Le percentuali di incremento maggiore si rilevano però nei Paesi dove è avvenuto un veloce mutamento nelle abitudini di vita: Cina e Sud-Est asiatico, India e Medio Oriente.



SAPERE COS'è LA GLICEMIA ED IL DIABETE

La glicemia è la quantità di glucosio nel sangue, la principale fonte di energia e di nutrimento per l’organismo. La glicemia è regolata da un ormone, l'insulina, prodotta dal pancreas, organo dell'apparato digerente. Se l'insulina non agisce in modo corretto, o non è presente nella giusta quantità, si ha un accumulo di glucosio nel sangue: è questa una condizione di iperglicemia, sintomo principale delle varie forme di diabete. In base alle cause che ne sono all’origine, si distinguono alcuni tipi di diabete.

  • il diabete di tipo 1, chiamato anche diabete mellito insulina dipendente. In questa forma l'insulina non è prodotta, poiché il sistema immunitario, che normalmente difende l'organismo da sostanze estranee, attacca e distrugge le cellule del pancreas che producono l'insulina; i principali fattori di rischio per questo tipo di diabete sono: la familiarità; la dieta; le infezioni;
  • il diabete di tipo 2, o diabete mellito non insulina dipendente. In questo tipo di diabete l'insulina è prodotta in quantità non sufficiente. Inoltre, le cellule possono diventare "resistenti" all'insulina: aumenta cioè la quantità di insulina necessaria affinché le cellule ricevano l'informazione di assorbire il glucosio dal sangue; i principali fattori di rischio per questo tipo di diabete sono: la familiarità; il sovrappeso; la sedentarietà, l'appartenenza ad alcune etine;
  • il diabete da gravidanza è una forma che si sviluppa quando altri ormoni messaggeri, prodotti durante la gravidanza, rendono le cellule resistenti all'insulina.



AUTOCONTROLLO DELLA GLICEMIA
L'autocontrollo della glicemia è un elemento chiave nel successo della terapia del diabete, di ogni tipo.
La persona con diabete ha dunque in mano uno strumento molto semplice per capire se la sua alimentazione ha la giusta quantità e qualità di carboidrati: basta misurare la glicemia dopo il pasto, o meglio ancora, calcolare la differenza fra la glicemia pre e post prandiale.
Se il valore della glicemia a due ore dall'inizio del pasto, o la differenza fra il dato registrato prima e quello rilevato dopo, è all'interno degli obiettivi concordati con il diabetologo....il traguardo è raggiunto. Grazie agli strumenti per la misurazione della glicemia, tutti possiamo fare delle verifiche e vedere che effetto ha avuto sul nostro metabolismo quel pranzo, o quel singolo alimento.


L'indice glicemico esprime la velocità con cui i carboidrati che assumiamo entrano nel sangue.

  • Più basso è l'indice glicemico meglio è.
  • I carboidrati "dolci" hanno un indice glicemico più alto, lo stesso vale per le patate.
  • Tanto più gli alimenti sono ricchi di fibre, tanto più basso è il loro indice glicemico.
  • Tanto più gli alimenti sono crudi tanto più basso è il loro indice glicemico.
  • La persona con diabete dovrebbe preferire pane e pasta con farine anche non raffinate e dare grande spazio ai legumi al posto della classica "pasta".


NEONATI A RISCHIO: LATTE SUPERLEGGERO?
I finlandesi non rinunciano a cercare nell'alimentazione la chiave per la prevenzione del diabete di tipo 1 in bambini a rischio. L'ipotesi rimane quella di limitare o ritardare l'esposizione alle proteine complesse. Uno studio ha preso in considerazione 208 neonati, figli o fratelli di persone con diabete mellito di tipo 1 e presenza di geni "a rischio" non allattati al seno, metà dei quali sono stati nutriti con un latte "super leggero" per 6-8 mesi. Nei 10 anni seguenti si è notato che in 47 di questi bambini si erano sviluppati i classici autoanticorpi che precedono, ma non necessariamente causano, il diabete.
Di questi, 47,30 provenivano dal gruppo trattato con latte normale e 17 dal gruppo dei neonati allattati con latte speciale (caseina altamente idrolizzata). Nessun risultato invece in termini di reale sviluppo del diabete di tipo 1: il 6% per il primo gruppo e l'8% del secondo gruppo. C'è quindi ancora del lavoro da fare prima di trovare una forma di prevenzione, anche parziale del diabete mellito di tipo 1.

N Engl J Med 2010;363(20):1900-1908

DIABETE DA GRAVIDANZA: PRIMA E DOPO IL PARTO

Ogni giorno in Italia alcune centinaia di donne scoprono di aver sviluppato durante la gravidanza il diabete gestazionale; questo tipo di diabete non è molto conosciuto, e c'è spesso molta preoccupazione da parte della madre sugli effetti che può avere sul proprio bambino. E' molto importante quindi capire e sapere, che il diabete gestazionale è una forma di diabete transitoria e che con l'adozione di nuove e più salutari abitudini di vita sarà possibile portare a termine la gravidanza senza particolari sacrifici.
Nel percorso della donna con diabete gestazionale c'è un bivio. In una certa percentuale di casi nelle prime settimane dopo la diagnosi e la prima visita si evidenzia dai risultati dell'autocontrollo delle glicemie che le indicazioni seguite non sono state sufficienti a riportare la glicemia a norma.
In questo caso occorre utilizzare l'insulina, il farmaco più potente a disposizione del diabetologo, nonchè uno dei pochi privo di controindicazioni in gravidanza.


  • DOPO IL PARTO

Questa forma di diabete "guarisce" subito dopo il parto, ma la donna che ha avuto un diabete gestazionale diventa un soggetto a rischio di sviluppare un diabete permanente nei mesi o negli anni seguenti. Il diabete gestazionale viene considerato, un pre-annuncio di diabete di tipo 2 e di rischio cardio-vascolare per la donna, rappresenta quindi una grande opportunità per mettere in atto strategie di prevenzioni del diabete di tipo 2.

Il problema sta nel fatto che nonostante gli inviti, il 50% delle donne con diagnosi gestazionale non segue la raccomandazione di effettuare periodicamente dei controlli dopo il parto (la glicemia a digiuno o la curva da carico orale di glucosio). 

EFFETTI TERAPEUTICI DELLA PRATICA SPORTIVA SUI DIABETICI
" Muoversi, soprattutto all'aria aperta, è efficace quanto una medicina, ma non è una prescrizione, è uno dei piaceri della vita ": Ernesto Rossi - Diabetologo e Maratoneta
Gli effetti terapeutici di una pratica, anche moderata, dell'esercizio fisico sono stati descritti da studi scientifici e hanno un impatto davvero a 360 gradi. Bastano pochi giorni di movimento per vedere un miglioramento importante delle glicemie, soprattutto a digiuno. L'insulina infatti funziona meglio, la pressione arteriosa si riduce, la concentrazione di trigliceridi e colesterolo "cattivo", se fuori norma, si abbassano ed il colesterolo "buono" si alza.
A questi vantaggi, non da poco, si associa una sensazione crescente di benessere. Chi inizia a fare esercizio fisico avverte subito che qualcosa è cambiato nel suo corpo: sforzi che prima davano l'affanno si affrontano con tutta tranquillità.
I primi giorni però non sono facili, questo va detto con chiarezza. Dopo anni o anche solo mesi di sedentarietà, il nostro corpo si "ribella" inizialmente all'esercizio fisico. Vanno quindi messi in conto alcuni problemi iniziali.
Avvertire dolore alle articolazioni è normale all'inizio, viene definita DOMS dolori muscolo scheletrici dovuti all'utilizzo di fibre muscolari poco o  nulla stimolate nella vita quotidiana e che cominciamo improvvisamente a mettere sotto stress, se invece si avvertono dolori ai piedi o alla schiena può essere semplicemente che non si sono acquistate le scarpe giuste.
Camminare o correre non costa nulla, ma sulle scarpe occorre investire un pò di tempo ed attenzione.
Il miglior compagno per chi decide di allenare il proprio corpo è un cardiofrequenzimentro. I più semplici sono molto simili a degli orologi e misurano la frequenza del battito cardiaco.
Una persona perfettamente allenata, può fare uno sforzo tale da raggiungere l'80% della sua frequenza cardiaca massima senza avere problemi.
Una persona che ha appena abbandonato la sua condizione di sedentarietà non deve andare oltre il 60% della sua frequenza cardiaca massima. Successivamente, migliorando il proprio grado di allenamento, potrà portare la frequenza cardiaca al 70 o all'80% di quella massima per la sua età.
Questi "trucchi" servono perchè, ammettiamolo, il nemico di chi fa sport da solo è anche la noia, oltre che la fatica; a fare sempre le stesse cose ci si scoccia, occorrono quindi obiettivi sempre nuovi per stimolare la competizione.


LO SPORT È UNA MEDICINA

Non è più una raccomandazione o una semplice questione di buon senso. L'esercizio fisico è una parte integrante nella terapia del diabete di tipo 2 esattamente come i farmaci. L'American Diabetes Association (ADA) lo ha stabilito chiaramente. È confermato che l'esercizio fisico regolare ed il fitness possono, sia prevenire l'insorgenza del diabete di tipo 2, sia migliorare il compenso glicemico, oltre ad esercitare effetti favorevoli sull'equilibrio di colesterolo e trigliceridi, sulla pressione e sul rischio cardiovascolare. Alle persone con diabete di tipo 2 l'ADA e l'Associazione americana dei medici sportivi raccomandano almeno 150 minuti alla settimana divisi in almeno tre “sessioni”. L'ideale è non lasciar passare più di due giorni tra una giornata sportiva e quella seguente. Il documento sottolinea come la presenza di complicanze diabetiche o di obesità richieda delle attenzioni nella scelta dell'attività e nei ritmi ma non debba essere usata come scusa per evitare ai medici di raccomandare, e ai pazienti di eseguire ATTIVITÀ FISICA.

Med Sci Sports Exerc
2010;42(12):2282-2303
CORSA: LA "SERIE A" DELL'ESERCIZIO FISICO
Correre è un'attività completamente diversa dal camminare. Sono diverse le masse muscolari utilizzate ed è ben maggiore la capacità cardiaca e la fitness cardiorespiratoria richiesta.

Lo sforzo che richiede la corsa, è superiore e l'organismo lo compensa mettendo in circolazione endorfine, la "droga naturale" che il nostro corpo mette in circolo in certe situazioni di forte stress. Chi vuole davvero fare tutte le cose nel modo migliore farà bene ad affiancare alla camminata o alla corsa delle attività che sviluppano i muscoli delle braccia e del torace. Sport di squadra, sollevamento di leggeri pesi seguiti da professionisti o ginnastica.
Il nordic walking ( camminata veloce effettuata aiutandosi con dei lunghi bastoni ) è un ottimo compromesso per quelle persone che trovano difficoltà nella corsa, ed è ottimale perchè fa contribuire allo sforzo anche braccia e torso.



SINTOMI DIABETE
  • Sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, calo ponderale) + glicemia “casuale” >= 200 mg/dl (11.1 mmol/l)                                                                                                        
  • Glicemia “a digiuno” >= 126 mg/dl (7.0 mmol/l)                                                                           
  • Glicemia 2 h dopo OGTT (75 g di glucosio) >= 200 mg/dl (11.1 mmol/l) 
  • Emoglobina Glicata (HbA1c) >= 6,5%

DIABETE TIPO 1
1A Immuno-mediato
distruzione b-cellulare su base autoimmune  (markers: autoanticorpi anti-b cellula [ICA], anti-insulina, anti-decarbossilasi dell’acido glutammico [GAD], anti-tirosino fosfatasi [IA-2, IA-2b])
1B Idiopatico
DIABETE TIPO 2
prevalente insulino-resistenza con deficit insulinico relativo prevalente difetto secretorio con o senza insulino-resistenza.      
CONTROLLO METABOLICO PRE ESERCIZIO FISICO, DA EVITARE LA PRATICA DELL'ESERCIZIO FISICO QUANDO:
  • Evitare l’esercizio se la glicemia è >250 mg/dl con chetonuria o se la glicemia è >300 mg/dl (tendenza all’iperglicemia).
  • Supplemento di carboidrati se la glicemia è < 100 mg/dl     

INSULINA: FAVORISCE LA PENETRAZIONE DI GLUCOSIO NELLE CELLULE DEL MUSCOLO SCHELETRICO, CUORE E GHIANDOLE MAMMARIE (FAVORISCE LA DEPLEZIONE DI GLUCOSIO)

IPOGLICEMIA - TERAPIA                                                                                                                    

Paziente cosciente:
Glucosio per esempio: frutta, zucchero, succo di frutta
Paziente non cosciente:
30-60 ml di glucosata ipertonica al 33% e.v., ripetibile
Glucagone 1 mg i.m., ripetibile

Alimenti ricchi in zuccheri semplici (a rapido assorbimento)
ALIMENTO
QUANTITÀ
3 zollette di zucchero
15 g
miele
1 cucchiaio
succo di frutta
200 ml
bevande zuccherate (coca cola)
300 ml
caramelle zuccherate gommose
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